L’aula nella camera da letto: sogno o incubo?

Lockdown. Le stanze da letto si sono trasformate in aule virtuali, con docenti e compagni confinati dentro uno schermo, mentre il cane abbaiava in cucina, il telefono squillava in continuazione e qualche parente entrava e usciva dalla stanza in pigiama… Un’esperienza affascinante e surreale, che ognuno di noi ha vissuto in modi diversi.

L’emergenza corona virus ci ha costretti a sperimentare nuove forme di didattiche a distanza: l’Università è scomparsa, le camere degli studenti si sono trasformate in aule improvvisate, mentre i docenti, apparendo e scomparendo da uno schermo, sono diventati una presenza aleatoria e immateriale, ma molto domestica, un po’ come i fantasmi. Durante la quarantena, studio, lavoro ed esami da casa sono entrati a far parte della nostra quotidianità. Nessuna corsa per andare a lezione, pasti cucinati al posto del solito panino e, soprattutto, pigiama e ciabatte tutto il giorno.

Perché, diciamocelo, quanti di noi si sono ritrovati in “aula” con la camicia o camicetta e sotto infradito e pigiama? Sembra un sogno, ma è durato lunghi mesi. Che esperienza è stata? Come la si potrebbe raccontare? Quali sono stati, a conti fatti, i pregi e i limiti? E infine, come potrebbe cambiare in futuro la classica lezione frontale?

Raccontare l’esperienza di questi mesi sarà anche un modo per preparare futuri scenari possibili.

Ad esempio…

… Grazie agli amici di SPAM per questo video!




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Tema proposto da SUPSI-DACD e USI

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